Nel 1939 il Campionato si arricchì di altre corse. Allo scopo di creare un calendario più selettivo, la nostra corsa, giudicata molto severa, fu spostata e posizionata ad una sola settimana di distanza dalla massima prova in salita del calendario internazionale: la Corsa dello Stelvio. Ciò favorì la presenza di piloti del centro e sud d’Italia ma al tempo stesso svantaggiò chi nella gara dello Stelvio aveva danneggiato la propria macchina (come Franco Cortese).
Calendario Campionato Italiano Sport Nazionale 1939
- 26 Marzo: Bengasi-Tripoli
- 04 Aprile: Catania – Etna
- 21 Maggio: Parma-Poggio di Berceto
- 11 Giugno: Circuito dell’impero Roma
- 02 Luglio: Sassi – Superga (cronoscalata)
- 16 Luglio: Corsa dello Stelvio (cronoscalata)
- 23 Luglio: Trofeo Val d’Intelvi (cronoscalata)
- 15 agosto: Targa Abruzzo
Nel 1939 la Mille Miglia fu sospesa a causa di un grave incidente avvenuto nel 1938.
Nel 1939 la Scuderia Ambrosiana fece cappotto per la seconda volta piazzando 3 piloti sui gradini del podio:
- 1° Giosuè Calamai su Alfa Romeo 2500 S.S. Touring
- 2° Mario Tadini (ex presidente della Scuderia Ferrari) su Alfa Romeo 8C 2900B Spider MM Touring
- 3° Angelo Marelli su Lancia Aprilia Sport Zagato.


Giosuè Calamai al traguardo di Lanzo d’Intelvi

Angelo Marelli su Lancia Aprilia Sport Zagato – Donington race
Il II TROFEO VAL D’INTELVI venne spostato ad una sola settimana di distanza dalla corsa più importante e selettiva del campionato: la Corsa dello Stelvio. Ciò favorì la partecipazione di piloti del sud Italia ma al contempo sfavorì chi nella gara dello Stelvio avevano danneggiato la propria vettura, come Franco Cortese che non riuscì a parteciparvi. La corsa intelvese assunse così ancora più importanza nella lotta per la vittoria che si giocò in pochi centesimi di secondo.
Franco degli Uberti nel suo articolo ne sottolinea la validità:
Una massa notevole di pubblico che lungo i 16 chilometri del percorso ha assistito a questa prova interessantissima (…) questo Trofeo Val d’Intelvi ha assunto un carattere di viva passionalità per i molti conti in sospeso che sarebbero stati regolati sulla sinuosa verdeggiante strada della Val d’Intelvi, offrendo battaglie decise fino all’ultimo centesimo di secondo.
Curiosità:
Il pilota bergamasco Mario Tadini, soprannominato “Il re dello Stelvio” (vinse in ben 7 edizioni) fu, insieme a Alfredo Caniato, uno dei soci azionisti e il presidente della Scuderia Enzo Ferrari. Tadini è il simbolo della transizione tra l’automobilismo pioneristico e quello sportivo moderno. Il suo nome è inciso nella leggenda del motorsport italiano.
Lo stop e la ripartenza dopo la guerra
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale anche le corse furono interrotte.
Nel 1947 le corse ripartirono ma c'erano due campionati: Sport Internazionale (Allegato C) e Nazionale, ma il TROFEO VAL D'INTELVI non vi faceva più parte.
Nel 1948 il campionato Nazionale fu abolito e fino al 1965 si tenne solo il campionato Sport Internazionale (per le auto Annesse C).
La nostra corsa ritornò nel 1950...



